Chi sa darti la magia?

Ci sono persone che ti danno la magia… come una scossa, però piacevole… e ti portano nel loro mondo incantato. Non parlo di qualcuno che all’improvviso può farti innamorare, ma di chi sa farti ri-innamorare della realtà facendotela vivere attraverso i suoi occhi! Sono persone che sembrano “dorate”… vivono vite quasi sempre originali, che parlano inequivocabilmente di loro perché le hanno scelte e riscelte con fermezza non facendosi condizionare dagli altri, ma ascoltandosi a fondo e optando continuamente per qualcosa di affine e vibrante con i loro cuori piuttosto che per abitudini assorbite a caso qua e là. Abbastanza lontane dai dettami di mode e tv, vivono una realtà diversa che hanno riadattato secondo il loro modo di VOLER essere felici. Non si stressano per allinearsi a presunti standard di classe sociale, perché nessun livello rappresenta precisamente quello a cui loro ambiscono… Hanno una mentalità sempre volta alla trasformazione e uno stile inaspettato che sembra provenire da un’antica fiaba o da una favola moderna. Ci mettono fantasia nella loro vita, tanta. È soprattutto questo forse il loro segreto… rielaborano e ritoccano tutto! Attraverso il loro sguardo non solo puoi intravedere una nuova prospettiva, ma riesci ad innalzarti quel tanto da poterne vedere un bel po’ tutte insieme. E poi è come se la loro compagnia e l’ambiente che si sono creati ti trasportassero altrove… in un altro tempo e in un altro luogo… Se non è magia questa…!

Sono persone sfuggite (e salve) dall’omologazione, hanno pochissimo timore dei giudizi della gente che le interpreta a caso, perché sanno saggiamente di essere nel LORO giusto: libere di esprimere se stesse, libere e coraggiose nel crearsi una vita che per gli altri non sembra esistere veramente se non in qualche strano romanzo o al cinema. Hanno filtrato, hanno osato, si sono mossi in un altro fluido, si sono dissociati da quasi tutto quello che è secondo loro corrotto e associati diversamente in un modo più trasparente, con chi ama la loro compagnia, con chi da loro prende energia per poi restituirla con l’attenzione. Sono lucette che brillano rare o per meglio dire difficili da trovare. Sono quella “cosa nuova”, quella conoscenza nuova che quando arriva all’improvviso ti fa ricredere, ti fa sorridere e ti scalda la pelle come un fuoco quando sei nel freddo pungente dell’inverno. Io li definirei portatori di speranza, di ispirazione, di energia e di Fiducia. Queste persone un po’ ‘magiche’ ti fanno venir voglia di vivere in un modo totalmente diverso, più leggero e profondo allo stesso tempo, più in sintonia con quello che ti immaginavi fin dal principio della tua storia, da bambino… quando ancora utilizzavi la tua immaginazione a pieni colori per favoleggiare i tuoi sogni, e lo facevi calmo e deciso, coi tuoi tempi. Svolazzante… a modo tuo.

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La logica dei complimenti.

I complimenti e le offese spesso restano impressi nella nostra mente per anni, a volte decenni o anche per tutta la vita. I primi stanno lì a ricordarci che siamo esseri amabili, speciali, con delle caratteristiche piacevoli e uniche, mentre le seconde, ovvero le offese, anch’esse rimangono lì accuratamente conservate sottochiave nelle stanze dei nostri ricordi, e spesso scrivono in noi dal principio complessi d’inferiorità che altrimenti non sarebbero mai sorti. Le offese ricevute in passato hanno il potere di sferrarci colpi bassi anche a posteriori, avanti e avanti nel tempo… deprivandoci in misura variabile di quel tanto prezioso amor proprio che dovremmo legittimamente provare per noi stessi. Questo perché le offese hanno a che fare con la vergogna che è un sentimento che imprigiona… e da subdole quali sono, ci spingono a finire col piede dentro la pozzanghera proprio nelle occasioni più importanti e delicate, quando vorremo risultare a tutti i costi impeccabili! Le sensazioni di impotenza causate dalle offese sedimentate nella nostra mente ci deconcentrano anche rispetto al perseguimento dei nostri obbiettivi di vita, allontanandoci per lo più proprio da noi stessi, dal nostro immenso potenziale. Tutto questo fino al benedetto giorno in cui la sofferenza provata, giunta all’estremo, ci libera, e ci consente di dire basta, di resettare le nostre opinioni autolesive, avendo constatato che possiamo essere tutto sommato veramente fieri di noi stessi. Ma sarà stato tutt’altro che facile o piacevole arrivare a questo traguardo.

Ed ecco perché voglio invece soffermarmi a celebrare ciò che sta agli antipodi di tali vari svilimenti… : i complimenti🌺 ricevuti. Quelli che ci sono stati fatti sinceramente, sono perle di valore che costellano di luce la trama della nostra vita! Si intessono con eleganza nella struttura di quella che per noi diventa la nostra identità, facendoci provare e riprovare quella sensazione magica di gioioso orgoglio di noi stessi! Ma soprattutto rimangono impressi nel nostro cuore per un tempo indefinito… magari per sempre. Io personalmente mi sono accorta (e stupita!) di ricordarli pressoché tutti, dal più superficiale al più grande… alcuni mi hanno fatto sorridere, alcuni mi hanno fatta felice, alcuni mi hanno fatto conoscere qualcosa di me che non immaginavo, come quando grazie ad un gioco di specchi ti vedi da un’altra prospettiva che non è a portata della tua vista… te da lontano, te da un lato, te da altrove… e non sapevi proprio di esser così! Ma dai!
Per ogni persona ricordo quale complimento mi ha fatto… non ho dimenticato nemmeno quelli remoti di tanti anni fa, o quelli di quand’ero bambina. I più importanti pare siano quelli ricevuti in famiglia… e a questa constatazione potrei aggiungere un ‘per fortuna’, ma anche un ‘purtroppo’ … perché spesso proprio lì vengono tanto a mancare…
I complimenti accendono sempre una lucetta in noi, e uno sommato all’altro contribuiscono senza che ce ne accorgiamo a formare la nostra autostima… Certamente da adulti consapevoli dovremo conoscere noi il nostro valore, senza il bisogno di essere continuamente decantati dagli altri, ma questo più che un dato di fatto, rimane per la maggior parte delle persone un’aspirazione da manuale, poiché la considerazione altrui è un ingrediente sì non indispensabile, che può anche mancare, ma che se manca si sente!
I complimenti fanno piacere un po’ a tutti, c’è poco da obbiettare, per questo io amo molto farli… Sento come uno slancio istintivo ad esprimere un qualcosa di bello a qualcuno quando sono ispirata, quando penso che lo meriti o che ne abbia bisogno. Non mancano le volte in cui mi freno o mi pento, perché la mia logica dei complimenti è appunto la mia… e non da tutti vien letta per quel che è… Le persone tendono a ricercare sempre un perché gli sia stato detto o gli sia stato concesso qualcosa di positivo, a costo di rinunciare ad accogliere quel qualcosa di bello con spensieratezza e fiducia. Sono prudenti ed è comprensibile, per ripararsi dalle illusioni e dagli inganni della vita… E’ un vero peccato però, perché i complimenti fatti senza un motivo esistono dalla notte dei tempi e sarebbero da prendere al volo, senza inutili esitazioni… Incoraggiano chi sta brillando nell’ombra, a brillare un po’ di più, suggeriscono a qualcuno di non mollare, di portare pazienza mentre quasi nessun altro si sta accorgendo della sua esistenza…

Dire “bravo!” farà probabilmente diventare qualcuno “più bravo”!

Un complimento è un incoraggiamento!

Un incoraggiamento è una dimostrazione di fiducia.

Forse poi i più belli in assoluto sono i complimenti che apprezzano un dettaglio del dettaglio, quelli che fanno capire di non essere stati detti a caso, ma di esser stati formulati dopo un attento riscontro, dopo un piccolo o grande stupore circa una nostra/altrui virtù.
E se poi un complimento fosse fittizio? Io credo che in fondo non importi granché… se risulta credibile è sempre un accenno d’amore per chi lo riceve, un segno “più” a controbilanciare i presunti “meno”, una piccola gioia assegnata con gioia, un mattoncino di fiducia che è come un piccolo diamantino donato… un regalo espresso, inconsapevolmente impresso, per sempre. 🌺

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Fare… bene.

Cerco di fare bene quello che faccio, sono una perfezionista, e a volte anche inutilmente perfezionista. Non lo faccio apposta, è un’esigenza mia… C’è chi viaggia in metri, chi in cm e chi in millimetri. E se il millimetro lo vedi, poi non puoi far finta di non averlo visto, che serva o no. Si dice sia una forma d’ansia… Quando creo qualcosa o svolgo un compito, mi sento di volerlo fare al meglio delle mie possibilità, e così mi capita di stare a correggere qualcosa anche per ore o giorni finché non mi soddisfa. Al compimento devo riceverne un’emozione bella, che sia portatrice di speranza e che mi dia gioia. Rifare decine di volte e pazientare fino a che non ottengo un buon risultato è forse il mio vero talento ed è quel processo che io chiamo “la ricerca della sensazione”.

Trovo sia giusto procedere istintivamente nella vita, con regole personalizzate che possano essere “revisionate” nel tempo, a seconda di quello che suggerisce via via il proprio intuito.

Ho poche abitudini, ma mi piace scoprire quelle degli altri, perché sono sempre curiosa di nuovi sistemi di vita eventualmente da assimilare, per poter guadagnare maggior benessere e quindi anche felicità. Per questo adoro in particolare osservare gli stranieri… le loro case, le cose che mangiano e tanti altri dettagli che li riguardano. Voglio vedere quante più possibili opzioni esistono a questo mondo per portare avanti le cose di tutti i giorni o quelle straordinarie. Se qualcosa mi affascina poi, la faccio un po’ mia. Amo la vita non comune, gli orari flessibili, le alternative originali. Avere tempo per ciò che si vuole fare è il lusso, per me. Ho sperimentato tanti ruoli nella mia vita, soprattutto quelli che non mi si addicevano, ed è stato un po’ inutile, un po’ utile. Ad ora faccio il possibile per scegliere accuratamente e mi accorgo che questa modalità è in definitiva la miglior procedura di vita. Un giorno ti guardi attorno e scopri che sei finalmente la protagonista del tuo film, di una vita che non ti è capitata, ma che ti sei ricreata su misura. Ed era probabilmente già stata prevista così…

Una cosa che penso… nella vita comunque ci vuole fortuna. “Luck makes luck!” Fortuna fa fortuna. Il famoso impegno ad esempio nel mio caso non è mai stato granché ripagato. Tentativi su tentativi, ricerche, mail inviate in ogni dove, cose fatte con sacrificio… tutto questo non mi ha dato i risultati che speravo. Invece mentre pensavo ad altro, mi svagavo, facevo quel che mi andava di fare seguendo le mie passioni, senza pensieri, qualche bella opportunità è arrivata assolutamente dal nulla. Non pare giusto, e non lo è. Ma d’altronde il verbo “meritare” non lo intendo più come un tempo… Tutti meritiamo di stare bene, anzi benissimo, come il cane, il gatto, che siano pigri, che siano vivaci, che siano belli, che siano brutti. Se si segue la propria forma interiore, e si mette a frutto quello che possiamo fare con amore e un po’ di abilità, questo dovrebbe essere sufficiente a garantirci, a farci ‘meritare’ un bel po’ di FELICITA’.

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