Fare… bene.

Cerco di fare bene quello che faccio, sono una perfezionista, e a volte anche inutilmente perfezionista. Non lo faccio apposta, è un’esigenza mia… C’è chi viaggia in metri, chi in cm e chi in millimetri. E se il millimetro lo vedi, poi non puoi far finta di non averlo visto, che serva o no. Si dice sia una forma d’ansia… Quando creo qualcosa o svolgo un compito, mi sento di volerlo fare al meglio delle mie possibilità, e così mi capita di stare a correggere qualcosa anche per ore o giorni finché non mi soddisfa. Al compimento devo riceverne un’emozione bella, che sia portatrice di speranza e che mi dia gioia. Rifare decine di volte e pazientare fino a che non ottengo un buon risultato è forse il mio vero talento ed è quel processo che io chiamo “la ricerca della sensazione”.

Trovo sia giusto procedere istintivamente nella vita, con regole personalizzate che possano essere “revisionate” nel tempo, a seconda di quello che suggerisce via via il proprio intuito.

Ho poche abitudini, ma mi piace scoprire quelle degli altri, perché sono sempre curiosa di nuovi sistemi di vita eventualmente da assimilare, per poter guadagnare maggior benessere e quindi anche felicità. Per questo adoro in particolare osservare gli stranieri… le loro case, le cose che mangiano e tanti altri dettagli che li riguardano. Voglio vedere quante più possibili opzioni esistono a questo mondo per portare avanti le cose di tutti i giorni o quelle straordinarie. Se qualcosa mi affascina poi, la faccio un po’ mia. Amo la vita non comune, gli orari flessibili, le alternative originali. Avere tempo per ciò che si vuole fare è il lusso, per me. Ho sperimentato tanti ruoli nella mia vita, soprattutto quelli che non mi si addicevano, ed è stato un po’ inutile, un po’ utile. Ad ora faccio il possibile per scegliere accuratamente e mi accorgo che questa modalità è in definitiva la miglior procedura di vita. Un giorno ti guardi attorno e scopri che sei finalmente la protagonista del tuo film, di una vita che non ti è capitata, ma che ti sei ricreata su misura. Ed era probabilmente già stata prevista così…

Una cosa che penso… nella vita comunque ci vuole fortuna. “Luck makes luck!” Fortuna fa fortuna. Il famoso impegno ad esempio nel mio caso non è mai stato granché ripagato. Tentativi su tentativi, ricerche, mail inviate in ogni dove, cose fatte con sacrificio… tutto questo non mi ha dato i risultati che speravo. Invece mentre pensavo ad altro, mi svagavo, facevo quel che mi andava di fare seguendo le mie passioni, senza pensieri, qualche bella opportunità è arrivata assolutamente dal nulla. Non pare giusto, e non lo è. Ma d’altronde il verbo “meritare” non lo intendo più come un tempo… Tutti meritiamo di stare bene, anzi benissimo, come il cane, il gatto, che siano pigri, che siano vivaci, che siano belli, che siano brutti. Se si segue la propria forma interiore, e si mette a frutto quello che possiamo fare con amore e un po’ di abilità, questo dovrebbe essere sufficiente a garantirci, a farci ‘meritare’ un bel po’ di FELICITA’.

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